Alan Ford #625 – Oblio

Cari lettori e non di Alan Ford, qui non si comincia dal numero 1 – anche perché Sua Eccellenza il Numero Uno è già presente nel cast del fumetto – ma dall’ultima pubblicazione uscita nelle edicole: Alan Ford #625 titolato Oblio.

Quattro gatti forse cinque

In quanti internauti leggono un nuovo blog dedicato a uno dei fumetti più longevi del panorama nazionale? Quattro, forse cinque utenti, a farla larga. La rete è un caos, una piazza, un continuo sgomitare di affannati nerd e navigatori poco avvezzi che, spesso e volentieri, sono dirottati da immagini e video del momento, dai gossip, dai vip, dal virus… oppss, magari non da questo. Anzi, dalla pandemia cercano rifugio. E perciò rifugiamoci sì, in un bel gattile.

Una immagine forse due

Questo è un blog avaro di immagini. Lo scrivacchia un marchese e, si sa, i nobili sono piuttosto avaracci: preferiscono dilapidare le proprie fortune giocandole d’azzardo. Inoltre, diciamoci la verità, per quanto riguarda Alan Ford il copyright sull’utilizzo di foto e immagini è molto severo. Permessi non se ne fanno. E quando se ne fanno c’è il copyright sul copyright: non se ne esce. Qui ci limitiamo alle copertine e poco altro.

Una paginetta forse due

Discorso differente è per il testo. Tutto mio – salvo dove diversamente indicato – e di sana pianta. E mi pare giusto: altrimenti cosa scrivo? La ricetta per la torta della nonna? No. Lo scopo, ambizioso non poco, è di bilanciare le malelingue su Alan Ford, offrendo un’opinione ponderata e personale, però mai denigratoria: a questo ci pensano altri.

C’era una volta un forum che…

Non mi dilungo troppo su questo argomento. In sintesi, anni or sono esisteva un forum dedicato ad Alan Ford. Nelle intenzioni una buona cosa, nei contenuti un poco meno. Il responsabile è andato a scontrarsi con gli autori ed è riuscito a mostrarsi come una sorta di martire. Da quel momento in poi, Max Bunker creatore del fumetto, dal carattere non molto indulgente, ha visto crescere il numero dei propri detrattori. Questi ultimi hanno trovato vari appoggi, in modo piuttosto semplice, nel mondo ambiguo della rete. Molti dei quali screditano Alan Ford… senza nemmeno leggerlo – su questo punto ci tornerò sopra -.

Detrattori con problemi di vista

Dicevo sopra, alcuni acquirenti comprano Alan Ford per mera collezione. Non lo leggono, lo ripongono e stop. Altri ne sfogliano poche pagine e si comportano come i primi. Ognuno è libero di usare il proprio denaro come meglio crede. Ma se un detrattore afferma che il Numero Uno utilizza una pistola a un colpo che spara due volte, e lo considera un errore, allora non ci vede proprio: Sua Eccellenza ricarica l’arma, inserisce il pallettone, poi spara.
Ecco un esempio, tra i tanti, di cosa detraggono i detrattori.

Non ci sono solo detrattori

Aggrappati all’antico modello di Alan Ford, e antichi loro stessi, i detrattori che detraggono non sono i soli a parlare di questo fumetto. Ci sono anche dei lettori moderni, che si approcciano ora alla testata ed hanno un giudizio sicuramente più equilibrato. Persino favorevole, in alcuni frangenti. Questi nuovi lettori cercano leggerezza, divertimento, sceneggiature brillanti e disegni splendidi e li trovano in Alan Ford. Un buon esempio – non l’unico – è Canno Tivù sul suo canale YouTube.

Alan Ford – 625 “Oblio” © aventi diritto

Le domande su Alan Ford #625

Un nuovo numero di Alan Ford pone sempre diverse domande al lettore. Alcune trovano risposta immediata, per altre occorre attendere in seguito. Ecco cosa può stimolare Oblio

  • Chi sono Nala Dorf e Bonnie?
  • Perché il Numero Uno è così terrorizzato dal virus?
  • Cosa sta succedendo al clima?

Alla prima domanda possiamo rispondere così: Nala Dorf è, come dichiarato da Max Bunker, il nome al contrario di Alan Ford – con qualche piccola licenza poetica -. E come tale si comporta anche all’opposto. Se Alan è onesto e timido, Nala è disonesto e sfrontato. È nato su uno speciale pubblicato in occasione del 50° anno del fumetto. L’autore ha deciso di integrarlo nella saga. Bonnie è invece la controparte malvagia di Minuette, la compagna di Alan.

La seconda e terza domanda sono, in qualche modo, collegate. Da sempre, lo stile di Max Bunker è di utilizzare, come ispirazione alle proprie storie, l’attualità più cruda. Il Numero Uno è una delle potenziali vittime del virus, data la sua veneranda età. Le follie del clima sono anch’esse all’ordine del giorno e si aggiungono a quelle scatenate dall’uomo.

Giudizio su Alan Ford #625

Soggetto, sceneggiatura e dialoghi sono come sempre di Max Bunker – lo affermano i crediti in prima pagina -. La natura di Alan Ford è di genere umoristico e sarcastico, la quotidianità è messa allo sbando, mostrata nelle sue infinite contraddizioni sociali e politiche. In questo l’autore è come al solito molto efficace. Qualche situazione stimola il sorriso, la continuity invece desta qualche perplessità. In Max Dixit!, pagina redazionale, lo sceneggiatore poetizza con il titolo, senza risparmiare una frecciatina a un deputato.
I disegni affidati al veterano Dario Perucca sono ottimi e ricalcano lo stile dell’indimenticato Magnus, sposando però una linea chiara che lo scomparso autore ha mostrato solo in occasione del numero 200.
Il giudizio del marchese? Sicuramente consigliato.

Perché Alan e Minu?

Il titolo di questo blog celebra la coppia del fumetto. Da oltre 200 numeri – comprese varie ristampe nel mezzo – il cast di Alan Ford è caratterizzato dalle avventure dello stesso Alan e della compagna Minuette. Francamente, se questo non fosse accaduto, la testata avrebbe probabilmente chiuso. La francesina ha rinnovato la linfa delle storie e ha rinsaldato la straordinaria capacità di Max Bunker nel caratterizzare i personaggi femminili.
Alan e Minu? Io li amo entrambi. Semplicemente.

E adesso vado a montare un finto vespasiano davanti alla bottega del fornaio…


Spes et Fortuna valete!

Onofrio marchese Del Grillo

Roma è tutta un vespasiano
(Onofrio Del Grillo)

3 pensieri riguardo “Alan Ford #625 – Oblio

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