ALAN FORD #634 – La fine di un’era

Cari lettori e non di Alan Ford, c’è un clamoroso avvenimento nel nuovo numero in edicola del nostro fumetto preferito che pone ancora una volta Minuette sotto i riflettori. La luce sarà brillante o nefasta?

Anticipazione evidenziata

Preferisco usare la parola anticipazione, piuttosto di spoiler – anglicismo tra i numerosi che infestano la nostra bella lingua italiana – e non guasto nessuna sorpresa confermando che dalla copertina si evince tutto: la giovane francesina, compagna e moglie di Alan, lascia il marito in lacrime e disperazione dopo l’esplosione dell’elicottero sul quale era a bordo.

Premesse doverose

Questo blog è nato allo scopo di celebrare uno dei fumetti più longevi e straordinari della storia editoriale italiana, ma il suo motivo d’esistere è legato al titolo stesso Alan e Minu, dove l’ispirazione è data da un solido e romantico legame di coppia. Per citare un altro personaggio famoso, non può esserci Diabolik senza Eva Kant. Ma un Alan Ford senza Minuette? Attenderemo i necessari sviluppi.

Alan Ford – 634 “La fine di un’era” © aventi diritto

Precedenti illustri

Non è la prima volta che Alan viene separato dalla sua Minuette. Un precedente molto simile a quello attuale risale al 2013, con gli albi Intrigo a Parigi e Minuette è morta. All’epoca, la momentanea e artificiosa dipartita della francesina era dovuta ai servizi segreti francesi, ai quali Minu aveva dei favori da restituire. Oggi c’è di mezzo l’FBI del tenente Roland. Ci sono delle analogie consolatorie che, se ripetute, potrebbero far tornare Minuette fresca e pimpante quanto prima.

Vecchie volpi

Il geniale Max Bunker è un veterano di mille battaglie nel mondo – non solo – del fumetto e ne conosce ogni minuscolo ingranaggio. La morte di un personaggio cardine, un protagonista, è un irresistibile richiamo all’acquisto per molti lettori. Un esempio su tutti è La morte di Superman, con la quale la DC ha venduto circa sei milioni di copie ottenendo un risalto assoluto sui media di tutto il mondo. Max Bunker ha scelto di imprimere una sferzata alle vendite sfruttando ancora una volta questa succulenta esca? Probabile. E se la starà ridendo sotto i baffi.

Cambio di passo

Conclusa – per ora – la saga di Nala Dorf e Bonnie improntata sul gusto del nonsense, l’istrionico creatore di Alan Ford torna a guidare una recita più terrena, articolata, intrigante, dove trova posto anche un redivivo gruppo T.N.T. in gran spolvero e dove il vedovo inconsolabile è costretto a finire nelle mire graffianti di Domitilla Scannagatti. Ci sono anche delle buone gags a corredare questo storico numero per renderlo ancora più prezioso e imperdibile.

Max Dixit!

Nella rubrica mensile con la quale Max Bunker accompagna e chiude ogni numero, si legge dell’incontro tra il Bunker e Dino Buzzati: quest’ultimo considerato tra i pochi e rari difensori del fumetto, insieme a Oreste Del Buono. Il padre narrante del nostro Alan auspica una nobilitazione delle nuvole parlanti grazie ai più celebrati autori di libri, come appunto Buzzati. Succederà? Per ora le testate dei quotidiani stanno proponendo collane a fumetti a ripetizione e a larga diffusione.

Alan Ford – 634 “La fine di un’era” quarta di copertina © aventi diritto

Il prossimo mese…

Il mistero è così fitto che… i redazionali non anticipano nulla, in seconda di copertina dove solitamente trova posto un trafiletto ironico che anticipa il numero successivo. In realtà si ripete la presentazione del seicentotrentaquattro, come a rimarcarne l’importanza. Nella copertina del seicentotrentacinque, dopo una presenza costante e continuativa, non c’è traccia di Minuette.

La rete divisa

Mentre è sempre presente e attiva la pagina dedicata ai YouTuber che parlano di Alan Ford, in rete, soprattutto sul social Facebook, trovano spazio i soliti noti denigratori della francesina. Ognuno può coltivare l’opinione che preferisce, ma nessuno può trascurare il fatto che, nel bene, Minuette ha permesso la sopravvivenza del fumetto Alan Ford sino a oggi, nel male, consentirà al periodico di continuare a uscire anche in sua assenza. Diavolo di donna!

Mo vado a famme ‘na partita a tresette con Peppino er pistolino e Sora Panza a li mortacci de to nonno.

Noblesse oblige!

Onofrio marchese Del Grillo

Sparagna, sparagna, arriva er gatto e se lo magna.
(Onofrio Del Grillo)

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