L’antesignano di Nala Dorf

Cari lettori e non di Alan Ford, nuovo importante ripescaggio per la sezione Alan e Minu Random. Ho scovato un numero nel quale scopriamo che l’attuale Nala Dorf, versione gangsteristica di Alan Ford, in realtà ha uno sbalorditivo precedente!

Nala Dorf in due righe

Chi è Nala Dorf? Debutta in occasione del 50° anniversario di Alan Ford, in uno speciale. In seguito la storia è ristampata su Alan Ford Original, dal numero 619, titolato per l’appunto “Nala Dorf: special“. Da questo momento, la metà malvivente di Alan prende piede in nuovi episodi.

Nala Dorf accoglienza

Una parte dei lettori di Alan Ford ha una spiccata avversione per le novità. È la fetta di acquirenti che legge l’albo solo parzialmente per mero collezionismo, o che è abbarbicata alla tradizione passata della collana e disdegna anche la presenza di Minuette. Per fortuna, la maggioranza dei lettori la pensa diversamente: apprezza Nala Dorf e, in genere, la novità.

Un numero particolare

L’antesignano della versiona gangsteristica del biondo agente segreto appare in un volume che ha diversi motivi di analisi. A partire dal titolo. Il #23 della collana è “Sogno d’una notte di mezzo inverno“. Il #521, protagonista di questo articolo, è “Sogno di tante notti di quasi inverno“. Titoli simili, il secondo omaggia il primo. Entrambi omaggiano William Shakespeare.

Un uomo acculturato

Max Bunker ha acquisito una vasta cultura. Ha letto molto. Ha scritto altrettanto. Spesso e volentieri non sdegna una capatina nei classici, dai quali trae ispirazione per le sue trame sceneggiate. Ciononostante, la trama onirica della commedia shakesperiana funge da contorno a due vicende con pieghe ben differenti.

Alan Ford – 521 “Sogno di tante notti di quasi inverno” © aventi diritto

Sogno di tante notti di quasi inverno… in sintesi

Protagonista è il Numero Uno. Nella sua sede di Los Angeles, il capo supremo del gruppo T.N.T. è vittima di una serie di incubi a catena. Ognuno si riversa nel successivo. Realtà e sogno confondono l’anziano, al punto da non saperli più distinguere. Alan e Minu rapinano una banca e portano la refurtiva nella casa di Sua Eccellenza. Lui stenta a riconoscerli: hanno due personalità completamente stravolte. Mostrano un’indole deviata, criminale, aggressiva. E proseguono lungo la nuova carriera da malviventi.
Non svelo il finale. Ma evidenzio come, le due versioni qui presenti di Bonnie e Clyde, sono la copia legittima dei nuovi Nala Dorf e Bonnie.

Chez Max

Nel redazionale dell’albo, Max Bunker cita il figlio Riccardo, la collaboratrice Thea Valenti ed esprime chiare preoccupazioni sul futuro del fumetto. Esordisce però con una notizia potenzialmente buona: l’acquisizione di un nuovo passatore a china. Elemento fondamentale per i disegni del veterano Dario Perucca.

Giudizio per Alan Ford #521

Come scrivevo in apertura, questo numero è importante per varie ragioni e prepara il tessuto narrativo per i successivi. Dal #600 in poi – e anche prima – l’autore ordisce trame e sceneggiature legate sovente alla sfera onirica. Situazioni nelle quali, personaggi e lettori, si trovano incerti nel discernere la realtà dalla fantasia. L’umorismo è dispensato in giuste dosi e rasenta il macabro in alcune occasioni.
La parte illustrata è affidata al solito Perucca, qui evolutosi verso vette molto alte nella caratterizzazione degli attori e dell’ambientazione. Difficile scrivere qualcosa sullo stile del buon Dario, perché è quasi impossibile trovare motivi di critica.
Il giudizio del marchese? Albo da leggere con un bel bicchiere di bibita fresca accanto.

Bulletti di quartiere

Una piccola postilla. Su questo blog ho promosso alcuni YouTuber che, armati di effimero entusiasmo, hanno cominciato a leggere e parlare di Alan Ford. Purtroppo se dare credito alle persone non è sbagliato, lo è invece giudicare buona tutta l’erba del prato ed in questo ho errato: ne faccio pubblica ammenda. Alcuni di loro hanno abbandonato toni cortesi ed appassionati per abbracciare la critica aspra e gratuita dalla quale mi dissocio e prendo le distanze. Talvolta, chi critica in rete è insofferente al diritto di replica, probabilmente sentendosi un lillipuziano padrone di un mezzo di massa. La pagina suddetta, Parlano di Alan Ford…, è stata rivista e doverosamente corretta con occhio molto attento: gli YouTuber sono e saranno sottoposti a continuativa selezione. In attesa di ritrovare il sale dentro certe zucche.

YouTuber con stile

L’erba di cui sopra è tutta da bruciare? Certamente no, l’ho precisato. Tra chi sermoneggia con asprezza, tra chi è convinto di essere il Pontifex Maximum, tra chi erutta acredine e suscettibilità per le contro critiche, ci sono dei piccoli mirabili tratti di stile. Un esempio? Lo spassosissimo Le Nuvole di Anakyn che, senza mai tirarsela, offre dei gustosi siparietti di approfondimento, come quello del giudizio al numero ancora in edicola, il seicentotrentasette, del nostro Alan Ford: Così è se vi piace. Certi boriosi e pretenziosi recensori dovrebbero trarne ispirazione, nell’informare il lettore senza prendersi troppo sul serio. Del resto, lo rammento per gli smemorati, Alan è nato proprio come fumetto satirico e ironico. Il video in questione di Anakyn lo trovate QUI. Non perdetelo!

Ora io vado, ho da giocare a carte con i cecati di borgo Zozzo…


Spes et Fortuna valete!

Onofrio marchese Del Grillo

Famme anna’ a dormì. So’ stato in piedi tutta notte.
(Onofrio Del Grillo)

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